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title: "Growth Hacking: Evoluzioni e visioni future nella crescita digitale con Noemi Taccarelli"
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# Growth Hacking: Evoluzioni e visioni future nella crescita digitale con Noemi Taccarelli

![Growth Hacking Evoluzioni e visioni future nella crescita digitale con Noemi Taccarelli](https://news.culturadigitale.live/wp-content/uploads/2024/05/Growth-Hacking-Evoluzioni-e-visioni-future-nella-crescita-digitale-con-Noemi-Taccarelli.jpg)

Gowth Hacking con Noemi Taccarelli. Quali le evoluzioni e quali le visioni future nella crescita digitale sono i punti della puntata di oggi.

### ASCOLTA LA PUNTATA

## DALL’ANTROPOLOGIA AL DIGITALE: IL PERCORSO INNOVATIVO DI UNA PROFESSIONISTA, NOEMI TACCARELLI

Oggi abbiamo il piacere di accogliere Noemi Taccarelli, una professionista ammirata e seguita da tempo come esempio emblematico di Cultura Digitale locale. Noemi, fondatrice dell’agenzia _blank Growth Agency, è anche l’autrice del libro “Data Driven / Human Made. L’antropologia alla base del Growth Hacking”. Vanta una laurea specialistica in antropologia e ha gestito per sette anni la promozione della Collezione Farnesina Design attraverso la rete diplomatica mondiale. Utilizzando un approccio che combina l’antropologia con la sperimentazione rapida, Noemi aiuta le aziende a identificare le strategie di crescita più efficaci per incrementare la loro redditività. È inoltre docente presso l’Università UniCusano e l’Uni e-Campus.

### Come nasce il tuo percorso professionale nel mondo del digitale?

Il mondo del digitale spesso riserva percorsi professionali inaspettati, come quello di Noemi, un’esperta che ha iniziato il suo viaggio accademico lontano dai circuiti tecnologici tradizionali. Inizialmente iscritta alla facoltà di Antropologia con il sogno di studiare popolazioni remote, questa professionista trovò la sua passione nella raccolta e analisi di dati, sebbene all’epoca la sua ricerca fosse concentrata su taccuini di cuoio anziché su database digitali. Il suo interesse per il marketing sbocciò durante uno stage di tre mesi al Ministero degli Affari Esteri, subito prima di completare la sua laurea specialistica.

Questa esperienza si trasformò in un impegno di sette anni dedicati alla promozione del design d’arredo italiano di alta qualità attraverso la rete diplomatica mondiale. In questo contesto, lavorando in un ufficio appena istituito e ancora non completamente organizzato, la sua curiosità per il marketing fu ulteriormente stimolata da una direttrice marketing italiana in pensione, che le trasmise un’immensa passione per il settore. Parallelamente, la scoperta del mondo del marketing attraverso gli studi del fratello in economia aziendale la portò a riflettere sulla possibile errata scelta di studi iniziali.

Tuttavia, più approfondiva il marketing, più si rendeva conto di quanto le basi antropologiche le fossero di vitale importanza per comprendere e navigare efficacemente in quel mondo. Il passaggio al digitale avvenne quasi naturalmente: con una formazione incentrata sulla scienza e la gestione dei dati, il salto verso il digitale era il passo successivo logico e obbligato. I sistemi digitali le permettevano di evidenziare immediatamente schemi, rendendo i dati leggibili e facilmente categorizzabili.

Questa transizione segnò anche l’abbandono definitivo della sua agendina cartacea, simbolo di una vecchia era di raccolta dati, dopo appena una settimana al ministero. Da quel momento in poi, non guardò mai più indietro, dimostrando come percorsi accademici apparentemente distanti dal digitale possano invece convergere e integrarsi perfettamente in questo settore in continua evoluzione.

### Growth Hacking che cos’è e come si è evoluto negli ultimi anni?

Il concetto di growth hacking, per Noemi è un termine a cui si attribuisce una fascinazione quasi ossessiva da parte di molti professionisti del marketing digitale, ha visto una notevole evoluzione negli ultimi anni. Il fenomeno del growth hacking si è radicato circa nel 2018, quando molti, come la fondatrice dell’agenzia _blank, hanno iniziato a integrarlo nelle loro strategie imprenditoriali.

Proveniente da un background in antropologia, ha osservato la complessità e la variabilità dei comportamenti umani, un contrasto marcato rispetto alle strategie di marketing tradizionale che prediligono piani a lungo termine e identità di marca fisse. Secondo quanto riportato da esperti del settore, il growth hacking è stato descritto come “quello che il marketing avrebbe dovuto essere sin dall’inizio.” Si basa principalmente su sperimentazioni rapide multicanale per identificare le migliori strategie di crescita e minimizzare gli sprechi.

È un approccio profondamente ancorato all’analisi dei dati, che sono essenziali in tutte le fasi di ogni test. Nonostante alcuni sostengano che il growth hacking non si sia significativamente evoluto, in quanto il suo processo fondamentale rimane invariato, l’uso di strumenti avanzati come l’intelligenza artificiale ha potenziato la capacità di raccogliere e gestire dati, migliorando così la personalizzazione e l’efficacia dei test.

Un’evoluzione degna di nota è l’introduzione del concetto di “product-led growth” intorno al 2016, che ha iniziato a fondersi gradualmente con l’approccio più tradizionale del “sales-led growth” all’interno delle strategie di growth hacking. Questo nuovo modello sposta l’attenzione sul prodotto stesso, mirando a creare e comunicare un’esperienza unica che possa generare vendite tramite un effetto quasi “virale”. Al contrario, l’approccio sales-led si concentra su strategie di vendita diretta.

Esempi pratici illustrano come alcune aziende, come Slack, siano orientate al product-led, dove il valore del prodotto diventa evidente con l’uso quotidiano, rendendolo essenziale per il team. In contrasto, altri servizi come i CRM adottano un modello sales-led, in cui la complessità del prodotto necessita di una consulenza personalizzata per chiarire il suo valore agli occhi dei potenziali clienti. Per cui, mentre il core del growth hacking rimane costante, l’adattabilità e l’integrazione di nuovi modelli come il product-led growth dimostrano che l’ambito è tutt’altro che statico, continuando a evolversi e a rispondere alle dinamiche di mercato in continua mutazione.

### Come viene percepito l’approccio del Growth Hacking dalle aziende e dai professionisti, è solo un nuovo modo di dire fare marketing?

Secondo Noemi, nel contesto attuale delle strategie aziendali, il termine “growth hacking” suscita sia interesse che confusione. Spesso frainteso come un semplice insieme di “trucchetti” per accelerare la crescita, in realtà richiede un approccio molto più strutturato e basato sulla sperimentazione rapida, sulla raccolta e sull’analisi di dati. Il concetto di “growth hacking” potrebbe trarre beneficio da un lavoro di rebranding. La parola “growth” è diventata eccessivamente comune e il termine “hacking” può evocare un’idea di scorciatoie, che distorce il vero significato di questo approccio.

Inoltre, esiste una notevole disinformazione e mancanza di una cultura aziendale solida riguardante l’importanza dei dati e dei test. Mancano spesso anche un mindset aziendale agnostico e flessibile verso le metodologie innovative. Nonostante questi ostacoli, c’è una crescente consapevolezza e valutazione positiva di questa strategia, soprattutto nelle grandi aziende più strutturate.

Queste realtà stanno iniziando a riconoscere e a cercare attivamente professionisti specializzati nel growth hacking. Un segnale tangibile di questa tendenza è evidente nelle recenti analisi di mercato del lavoro. Secondo il report di LinkedIn sui lavori più in voga del 2024, il ruolo di “Chief Growth Officer” (CGO) è salito al primo posto tra i 25 job title più ricercati, superando persino professioni legate a settori altamente in voga come l’intelligenza artificiale. Questo rappresenta un notevole cambiamento rispetto al report del 2023, in cui il “Growth Marketing Manager” si posizionava all’ottavo posto.

Questa inversione di tendenza indica non solo una maggiore valorizzazione delle competenze in growth hacking, ma anche un riconoscimento del suo ruolo cruciale nell’ambito del marketing moderno. Contrariamente a quanto alcuni possano pensare, il growth hacking non è semplicemente un nuovo modo di dire “fare marketing”, ma piuttosto un approccio evoluto che enfatizza l’importanza di adattarsi rapidamente ai cambiamenti del mercato e di sfruttare dati e tecnologia per ottenere una crescita sostenibile e significativa.

### Quali possono essere le evoluzioni di questa disciplina con l’avvento del AI?

Per Noemi l’avvento dell’intelligenza artificiale (AI) sta trasformando il panorama del growth hacking, apportando miglioramenti significativi in termini di analisi dei dati, personalizzazione delle esperienze utente e automazione dei processi. Questa tecnologia emergente offre potenzialità immense per i professionisti del settore, consentendo loro di superare i limiti tradizionali e spingere le strategie di crescita aziendale a nuovi livelli. Una delle applicazioni più rilevanti dell’AI nel growth hacking è la sua capacità di analizzare grandi quantità di dati per prevedere comportamenti degli utenti e automatizzare compiti ripetitivi. Questo non solo migliora l’efficienza operativa ma permette anche una maggiore focalizzazione su strategie creative e innovazione.

L’AI facilita una personalizzazione avanzata dell’esperienza degli utenti, studiando i comportamenti, le preferenze e le interazioni passate. Questo consente di presentare contenuti e offerte mirate che aumentano la probabilità di conversione e fidelizzazione. Ad esempio, mediante l’analisi del sentiment, l’AI può identificare quali tipi di contenuti generano maggiore engagement e conversioni, guidando la produzione e l’ottimizzazione dei contenuti futuri. Inoltre, l’integrazione di assistenti virtuali nei servizi clienti e nelle strategie di funnel marketing dimostra come l’AI possa essere utilizzata per guidare e supportare gli utenti lungo il percorso di acquisto, migliorando l’efficienza e la soddisfazione del cliente. Un altro ambito significativo in cui l’AI sta facendo la differenza è nei processi di A/B testing su larga scala.

Grazie all’automazione, è possibile analizzare rapidamente i risultati dei test e implementare le varianti più performanti. Questo accelera notevolmente il processo di ottimizzazione, consente una sperimentazione più continua e riduce la necessità di un impegno eccessivo di risorse umane. Con queste capacità, l’AI non è solo un potente alleato per i growth hacker ma sta riscrivendo le regole del gioco, portando a una profonda evoluzione della disciplina. Mentre le aziende si adattano a queste nuove tecnologie, il futuro del growth hacking si prospetta sempre più come un campo guidato da intuizioni data-driven e strategie orientate all’efficienza, alla scalabilità e alla personalizzazione.

### Alla consueta domanda cos’è per te Cultura Digitale?

Per Noemi rappresenta oggi un paradigma fondamentale, radicato nelle due ambizioni più profonde dell’essere umano: connettersi e conoscere. Il digitale ha trasformato queste aspirazioni in realtà tangibili, rendendo accessibile e concreto ciò che un tempo era impensabile.

Tuttavia, non mancano le critiche, con alcuni detrattori che rimpiangono il profumo dei libri e i pomeriggi passati a guardare fuori dalla finestra, ma questi nostalgici non comprendono appieno il valore e il potenziale del digitale. Il digitale è spesso paragonato a uno strumento come un martello, che può essere utilizzato tanto per costruire quanto per distruggere. Questa dualità sottolinea l’importanza di una cultura digitale ben radicata, che include l’etica, la conoscenza e la competenza necessarie per utilizzare queste tecnologie nel modo migliore.

Solo attraverso una profonda comprensione del digitale è possibile massimizzare i suoi benefici e minimizzare i suoi rischi. L’impatto del digitale sulla qualità della vita è innegabile. Ci permette di fare di più, più velocemente, trasformando il tempo in una risorsa preziosa che molti cercano di “ricomprare”. Per esempio, la digitalizzazione della Pubblica Amministrazione risparmia tempo non solo agli impiegati ma anche ai cittadini.

Oltre alla praticità, il digitale apre porte a possibilità formative e professionali che prima erano inimmaginabili. Il panorama educativo e lavorativo ha subito una trasformazione radicale grazie al digitale. Oggi, con costi molto inferiori rispetto al passato, chiunque può accedere a formazione specializzata e diventare competitivo su un mercato globale. Progetti di formazione, avvicinamento al mondo del lavoro, e iniziative che incoraggiano l’imprenditorialità giovanile, come hackathon, incubatori e acceleratori, fioriscono in questo nuovo ambiente.

Aneddoti personali illuminano ulteriormente questo cambiamento: mentre una volta la ricerca scolastica significava sfogliare volumi in biblioteca, oggi i giovani possono aspirare a diventare imprenditori di successo a livello internazionale a soli 23 anni. Internet ha aperto un mondo di formazione, scelte e possibilità, arricchendo la nostra conoscenza e offrendoci opportunità uniche nella storia dell’umanità. In sintesi, la cultura digitale non è solo un’evoluzione tecnologica; è una rivoluzione culturale che ridefinisce le modalità di interazione, apprendimento e lavoro, promettendo di migliorare la vita su scala globale. Ogni strumento porta con sé sia rischi che opportunità, e nel caso del digitale, il compito è di navigare questi mari con intelligenza, etica e responsabilità.

## CARRELLATA DIGITALE

### META LANCIA UN PROGRAMMA BONUS PER CREATORI SU THREADS

Meta ha confermato il lancio di un programma bonus temporaneo per i creatori sulla sua rete sociale Threads, che recentemente ha superato i 150 milioni di utenti mensili. Nonostante il significativo traguardo raggiunto, l’azienda non ha intenzione di rallentare il motore della crescita. Per aumentare l’interazione, il colosso dei social media sta introducendo un programma bonus a tempo limitato, attualmente disponibile solo su invito. Negli ultimi giorni, numerosi account hanno diffuso notizie riguardo a questo programma. Confermato da Meta a TechCrunch, il programma è stato testato a partire da marzo e si rivolge esclusivamente a creatori selezionati negli Stati Uniti. Meta ha specificato che i requisiti per ottenere i bonus sono “individualizzati” per ciascun creatore invitato e ha lasciato intendere che potrebbe estendere il programma ad altre regioni in caso di successo. Secondo la pagina di supporto di Meta, i creatori invitati devono creare un profilo pubblico su Threads e aderire alle regole dei termini di incentivo per creatori di Instagram e alle norme per i bonus su Instagram. La performance dei post su Threads, come il numero di visualizzazioni e la frequenza dei post, sono alcuni dei parametri considerati per l’assegnazione dei bonus. Il programma stabilisce anche linee guida specifiche su quali tipi di post siano ammissibili al bonus. Ad esempio, un post deve raggiungere almeno 2.500 visualizzazioni per qualificarsi. Inoltre, i post che contengono materiale protetto da copyright, privi di testo o con visualizzazioni potenziate artificialmente, non saranno eligibili per i bonus. Meta aggiunge che i contenuti non devono presentare watermark di altre piattaforme come TikTok o YouTube e non devono essere post di partnership commerciali. I creatori possono verificare i loro guadagni attraverso il dashboard professionale e potrebbero dover raggiungere una soglia minima di guadagno per ricevere il pagamento. “In alcuni casi, è necessario guadagnare una quantità minima per ricevere un bonus. Se non si raggiunge tale soglia, non si riceverà alcun pagamento del bonus, ma si potrebbe essere invitati a partecipare a un’altra opportunità di bonus in futuro,” spiega l’azienda. Questo programma potrebbe incentivare gli utenti di Instagram con un seguito significativo a pubblicare più contenuti su Threads e, di conseguenza, a trasferire parte del loro pubblico sulla nuova piattaforma. Instagram già suggerisce i Threads nel suo app. Gli utenti potrebbero voler visitare più frequentemente X, il concorrente di Meta, se i loro creatori preferiti pubblicano su quella piattaforma. Il nuovo programma bonus rappresenta anche un’ottima opportunità per i creatori che desiderano costruire un pubblico sulla nuova piattaforma. Tuttavia, i benefici monetari potrebbero essere temporanei, poiché Meta non ha ancora dettagliato piani a lungo termine per permettere ai creatori di guadagnare su Threads.

Fonte [https://techcrunch.com/2024/04/29/meta-confirms-launch-of-a-bonus-program-for-creators-on-threads/?utm_source=tldrmarketing&guccounter=1](https://techcrunch.com/2024/04/29/meta-confirms-launch-of-a-bonus-program-for-creators-on-threads/?utm_source=tldrmarketing&guccounter=1)

### APPLE E OPENAI IN TRATTATIVE PER L’INTEGRAZIONE DI IOS 18

Apple è al centro di intense discussioni con OpenAI per portare funzionalità di chatbot sugli iPhone, secondo quanto riportato da Bloomberg. Queste conversazioni arrivano in vista della Worldwide Developers Conference (WWDC) di giugno di Apple, dove si prevede che l’intelligenza artificiale sarà uno degli argomenti principali. Come precedentemente osservato da Mashable, Apple ha avviato trattative con diverse grandi aziende di IA per esplorare possibili collaborazioni che permetterebbero di implementare capacità di chatbot direttamente sui dispositivi. Secondo Bloomberg, i colloqui tra Apple e OpenAI, che hanno avuto luogo all’inizio di quest’anno, sono recentemente ripresi. Le discussioni potrebbero portare a un’integrazione di OpenAI in iOS 18, anche se al momento non è stato raggiunto alcun accordo definitivo. Apple sta considerando anche la possibilità di collaborare con altre aziende per introdurre le funzionalità di chatbot sui suoi dispositivi. Tra queste, si discute anche con Google per portare il chatbot Gemini su iPhone. Ulteriori ricerche suggeriscono che Apple stia lavorando anche su un miglioramento dell’IA per Siri. Secondo quanto riportato da Cecily Mauran di Mashable, i ricercatori di Apple stanno sviluppando un modello che comprenderebbe meglio il contesto di ciò che appare sullo schermo e di ciò che è attivo in background sul dispositivo, superando le capacità attuali di ChatGPT. Questo modello avrebbe anche una migliore comprensione del contesto conversazionale. Questa innovazione sarebbe implementata direttamente sui dispositivi, rappresentando un cambiamento rispetto all’attuale stato dei modelli di linguaggio di grandi dimensioni (LLM), che sono basati su cloud e richiedono una notevole potenza di calcolo. Anna Iovine, redattrice associata delle rubriche su Mashable e precedentemente giornalista di sesso e relazioni, ha coperto argomenti che vanno dalle app di incontri ai dolori pelvici. Prima di lavorare per Mashable, Anna è stata social editor per VICE e ha collaborato con pubblicazioni come Slate e Columbia Journalism Review.

Fonte [https://mashable.com/article/apple-openai-partnership-ios-18](https://mashable.com/article/apple-openai-partnership-ios-18?utm_source=tldrai)

### VIDU: L’INTELLIGENZA ARTIFICIALE CINESE CHE PROMETTE DI RIVOLUZIONARE LA CREAZIONE DI VIDEO IL COMMENTO DI RAFFAELE GAITO

In Cina, il mondo della tecnologia è stato recentemente scosso da un annuncio rivoluzionario. Un’azienda tecnologica cinese, ShengShu-AI, in collaborazione con l’Università Tsinghua, ha rilasciato una demo di un nuovo strumento per la creazione di video chiamato Vidu, che promette di rivaleggiare con il noto tool Sora per la sua qualità e realismo. Il fascino di Vidu risiede nella sua capacità di generare clip video di 16 secondi a una risoluzione di 1080p, utilizzando un modello innovativo che combina le tecnologie Diffusion e Transformer. Questa caratteristica sembra posizionarlo a un livello di prestazione paragonabile a quello di Sora, un tool che solo qualche mese fa aveva sconvolto l’industria per l’eccezionale realismo dei suoi video. Raffaele Gaito, noto commentatore nel campo della tecnologia, ha espresso grande interesse e una certa sorpresa per questo sviluppo. Nel suo video commento, Gaito ha evidenziato come, nonostante il focus prevalente sull’innovazione tecnologica americana, aziende cinesi come ShengShu-AI stiano facendo passi da gigante, sfidando i colossi occidentali nel campo dell’intelligenza artificiale applicata ai media. Gaito ha sottolineato l’importanza di prestare maggiore attenzione a ciò che accade in Asia, e in particolare in Cina, dove le realtà tecnologiche stanno dimostrando di essere all’avanguardia e competitive a livello globale. Il suo entusiasmo traspare chiaramente quando descrive la demo di Vidu, sottolineando come i contenuti mostrati offrano un realismo e una qualità visiva impressionanti, pur rimanendo cauto sul fatto che le demo possono talvolta presentare solo gli aspetti migliori di un prodotto. Il commento di Gaito non si limita alla semplice analisi tecnica; riflette anche sulle potenziali implicazioni culturali e strategiche di questa innovazione. Mette in luce come il successo di Vidu potrebbe influenzare non solo il mercato dei contenuti digitali, ma anche il dialogo interculturale tra Oriente e Occidente in termini di tecnologia e creatività. In conclusione, mentre Vidu promette di essere un forte concorrente nel settore dell’IA per la creazione di video, l’intervento di Gaito apre una finestra importante sul contesto più ampio dell’innovazione tecnologica globale. Il suo approccio critico e la sua capacità di collegare punti tra diverse aree geografiche e settori tecnologici invitano a una riflessione più profonda sulle dinamiche attuali e future del mondo digitale.

Fonte [https://www.youtube.com/watch?v=i3ifco2-i0s](https://www.youtube.com/watch?v=i3ifco2-i0s)

### AIRCHAT: IL NUOVO SOCIAL DELL’AUDIO CHE SFIDA CLUBHOUSE

Il panorama dei social media continua a evolversi con l’introduzione di Airchat, una nuova piattaforma fondata da Naval Ravikant, creatore di AngelList, e Brian Norgard, ex responsabile del prodotto a Tinder. Diversamente da Clubhouse, noto per le sue sessioni audio dal vivo, Airchat offre un’esperienza asincrona che permette agli utenti di postare contenuti audio quando lo desiderano, rappresentando così una soluzione ideale per chi preferisce ponderare le proprie parole prima di condividerle. Secondo quanto riportato da TechCrunch, Airchat ha rapidamente guadagnato popolarità, raggiungendo la 27esima posizione tra le app più scaricate sull’App Store nel suo primo weekend di lancio. Questo successo iniziale può essere attribuito alla sua natura esclusiva; per accedere alla piattaforma è necessario ricevere un invito da un utente esistente, strategia che ha suscitato un forte senso di esclusività tra i potenziali utenti. L’interfaccia di Airchat è stata lodata per la sua intuitività e pulizia, facilitando l’utente nel seguire altri profili e nella lettura delle trascrizioni dei contenuti audio pubblicati. Questa funzionalità distingue Airchat da Clubhouse, dove l’interazione avviene in tempo reale e può spesso risultare intimidatoria per gli utenti più riservati. Un’altra caratteristica distintiva di Airchat è la possibilità di ascoltare i contenuti audio alla velocità desiderata, con una preimpostazione a 2X, oppure di leggerne le trascrizioni. Questo approccio può essere particolarmente vantaggioso per chi preferisce elaborare le informazioni a un ritmo più veloce o per chi desidera accedere ai contenuti in forma scritta.

Naval Ravikant, noto per il suo impegno nel settore tech e per investimenti di successo in aziende come Uber e Twitter, ha espresso la speranza che Airchat possa contribuire a creare un ambiente online più armonioso. Ha criticato i social media basati esclusivamente su testo, sostenendo che questi possono creare fraintendimenti e divisioni, mentre una piattaforma che utilizza la voce potrebbe favorire una maggiore comprensione e concordia tra gli utenti.

Nonostante il successo iniziale, resta da vedere se Airchat riuscirà a mantenere l’interesse e l’entusiasmo degli utenti a lungo termine, evitando il destino di Clubhouse, che, nonostante un impressionante round di finanziamento Serie C nel 2021, ha visto calare significativamente il proprio seguito nei mesi successivi. Il futuro di Airchat nel competitivo mondo dei social media è ancora tutto da scrivere, ma le sue innovazioni potrebbero sicuramente segnare una nuova direzione nel modo in cui interagiamo online.

Fonte****[https://startupitalia.eu/lifestyle/lifestyle-social/cos-e-social-airchat/](https://startupitalia.eu/lifestyle/lifestyle-social/cos-e-social-airchat/)

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