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title: "Cultura digitale e territorio: il modello Habeetat come leva di trasformazione sociale"
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# Cultura digitale e territorio: il modello Habeetat come leva di trasformazione sociale

![Cultura digitale e territorio: il modello Habeetat come leva di trasformazione sociale](https://news.culturadigitale.live/wp-content/uploads/2025/06/cultura-digitale-e-territorio-il-modello-habeetat-come-leva-di-trasformazione-sociale.jpg)

In un’epoca in cui la trasformazione digitale attraversa ogni ambito della nostra vita, dalla scuola al lavoro, dalla comunicazione alla fruizione culturale, la sfida più grande non è solo tecnologica, ma educativa e culturale. L’accesso agli strumenti non equivale alla comprensione dei processi, e la vera cultura digitale si costruisce laddove il digitale incontra le persone, le comunità, i territori.

È da questa consapevolezza che nasce l’esperienza di **Habeetat Innovation Hub**, un progetto promosso da **Paolo Parente**, imprenditore salernitano e CEO di _weBeetle_, realtà digitale radicata ad Angri (SA). Habeetat non è solo uno spazio fisico, ma un vero laboratorio di cultura digitale partecipata, dove l’innovazione si intreccia con la restituzione sociale e la valorizzazione dei talenti locali.

#### ASCOLTA IL PODCAST

### Cultura digitale: oltre la tecnologia, uno strumento di cittadinanza

Nel linguaggio corrente “digitale” fa rima con strumenti, software, cloud e app. Ma la **cultura digitale** è qualcosa di più profondo: è l’insieme di conoscenze, pratiche e consapevolezze che ci permettono di abitare il presente con spirito critico e visione. Non basta saper usare un’app o conoscere un linguaggio di programmazione; serve comprendere il contesto, i rischi, le opportunità, e soprattutto il valore delle relazioni.

Come ci ha raccontato Paolo Parente durante la nostra intervista, la cultura digitale è fatta di “relazioni, comportamenti e scelte che impattano sul futuro”. Una definizione che riconosce il digitale come **ambiente culturale**, prima ancora che tecnologico.

### Habeetat: un ecosistema aperto alla comunità

Habeetat nasce nel 2022 con un obiettivo chiaro: restituire al territorio parte del valore generato dall’attività imprenditoriale di weBeetle, creando **spazi gratuiti di formazione, confronto e crescita** aperti a studenti, professionisti, curiosi e innovatori. In un contesto come quello dell’agro nocerino-sarnese, ricco di giovani ma povero di luoghi di attivazione culturale, l’idea di rendere l’impresa anche motore sociale rappresenta un atto radicale.

Il progetto si declina in workshop, talk, format come gli _Habeetat Cafè_, e una _academy gratuita per giovani sviluppatori_, strutturata in oltre 100 ore di formazione. Tutto è pensato per **abilitare competenze**, ma anche per promuovere collaborazione, pensiero critico, capacità progettuale. E ogni evento è un’occasione per costruire connessioni, visioni condivise, nuove energie collettive.

### La sfida dell’impatto: costruire pubblico, generare significato

Nonostante la qualità dell’offerta, costruire un pubblico consapevole e coinvolto resta una delle sfide principali. Lo stesso Parente lo sottolinea: “è difficile creare comunità, ci vuole tempo, visione e tanta pazienza”. I numeri non sono immediati, perché la cultura digitale richiede un **cambio di paradigma**: non si consuma, si costruisce. Non si compra, si condivide.

La pandemia ha accelerato il bisogno di socialità autentica. Paradossalmente, proprio mentre tutto sembrava spingere verso il virtuale, lo spazio fisico di Habeetat ha assunto un ruolo abilitante: luogo di incontro reale, riflessione, co-progettazione. Iniziative come “Crescere Connessi”, che ha coinvolto esperti di educazione digitale e neuropsichiatri infantili, testimoniano quanto la cultura digitale sia ormai legata a doppio filo con la **responsabilità educativa e sociale**.

### Un modello replicabile? Sì, ma con radici

Ciò che rende Habeetat un caso interessante non è solo la qualità dei contenuti, ma l’approccio. Un’impresa che apre i propri spazi, che investe risorse e tempo per il proprio territorio, che non si limita alla CSR ma la **integra nel proprio DNA**, lancia un messaggio potente: il digitale può essere leva di trasformazione solo se si radica nelle persone.

Questo modello può essere replicato? Sì, ma solo a patto che chi lo guida abbia visione, pazienza e una reale volontà di impatto. La cultura digitale è il nostro nuovo spazio pubblico: dobbiamo imparare ad abitarlo, progettarlo insieme, renderlo accessibile e fertile.

Habeetat non ha (ancora) grandi numeri, ma ha una grande ambizione: costruire futuro, un evento alla volta, una connessione alla volta, una comunità alla volta.

#### GUARDA LA PUNTATA

### CARRELLATA DIGITALE

### **OpenAI e Microsoft: tensioni crescenti nella partnership sull’intelligenza artificiale**

La storica alleanza tra OpenAI e Microsoft, finora motore di molte innovazioni AI, inizia a mostrare i primi segnali di crisi. Secondo fonti interne riportate da _TechCrunch_, Microsoft spinge per un’integrazione sempre più profonda dei modelli di OpenAI nei propri prodotti, da Copilot a Office. Dall’altro lato, OpenAI sembra orientata verso un percorso di maggiore autonomia, con iniziative che includono lo sviluppo di un browser proprietario e l’ipotesi di un social network AI-driven. La coesistenza tra i due giganti continua, ma le divergenze strategiche si fanno sempre più evidenti, aprendo interrogativi sul futuro della collaborazione.

### **WhatsApp si apre alla pubblicità: debutto ufficiale negli Status**

Per la prima volta nella sua storia, WhatsApp introdurrà annunci pubblicitari, partendo dalla sezione “Status”, l’equivalente delle Storie di Instagram. Gli spot appariranno tra uno status e l’altro, seguendo il modello già adottato da Facebook e Instagram. L’obiettivo di Meta è monetizzare una delle app più popolari al mondo senza intaccare la user experience delle chat private. Questa scelta segna una svolta storica per l’app di messaggistica, da sempre apprezzata per la sua essenzialità e l’assenza di inserzioni.

### **Facebook trasforma tutti i video in Reels: rivoluzione nel formato**

Meta ha annunciato un importante cambiamento per Facebook: presto tutti i video pubblicati saranno automaticamente convertiti in Reels, il formato verticale e breve che ha preso ispirazione da TikTok. Anche i vecchi contenuti video verranno migrati, con l’eccezione di quelli superiori ai 90 secondi, che resteranno disponibili nella sezione Video. L’obiettivo è unificare l’esperienza tra Facebook e Instagram, semplificare la fruizione e spingere ulteriormente i contenuti brevi, oggi tra i più coinvolgenti per l’utenza mobile.

### **Traduzione simultanea su Google Meet anche in italiano**

Google Meet espande le funzionalità di traduzione automatica introducendo il supporto per l’italiano. La piattaforma di videoconferenze di Google, già utilizzata in ambito aziendale e scolastico, ora consente di tradurre in tempo reale durante i meeting, rendendo le riunioni multilingue più accessibili. La funzionalità è disponibile per gli utenti di Google Workspace e si inserisce in una strategia più ampia di Google volta a ridurre le barriere linguistiche grazie all’intelligenza artificiale.

Per questa settimana è tutto. Vi aspettiamo il Sabato alle 15 su[ Radio RCS75](https://live.radiocastelluccio.com/), sul nostro[ canale telegram Cultura Digitale](https://t.me/culturadigitale), sul nostro canale [Instagram](https://www.instagram.com/culturadigitale.live/) “[culturadigitale.live](https://www.instagram.com/culturadigitale.live/#)” e sulle maggiori piattaforme[ podcast](https://open.spotify.com/show/11R7RSkeRSNwcZqyGHPbkK?si=0b2b9d4a1fc34572).

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