---
title: "Cultura Digitale: 5 domande a Liberato Strazzullo di IEM S.r.l."
url: "https://news.culturadigitale.live/cultura-digitale-5-domande-a-liberato-strazzullo-di-iem-s-r-l/"
type: post
date: "2021-12-27T15:00:00+02:00"
modified: "2022-12-08T12:07:19+02:00"
id: 735
slug: cultura-digitale-5-domande-a-liberato-strazzullo-di-iem-s-r-l
---

# Cultura Digitale: 5 domande a Liberato Strazzullo di IEM S.r.l.

![liberato strazzullo cultura digitale](https://news.culturadigitale.live/wp-content/uploads/2021/12/liberato-strazzullo-cultura-digitale.webp)

Oggi **i dati sono considerati il nuovo petrolio** ed è per questo che ho invitato nel mio format video “**5 domande a**” uno dei massimi esperti di dati **Liberato Strazzullo** di **IEM S.r.l.** per fare un po’ di **cultura digitale sula preziosità dei dati**.

L’importanza di questa cultura del dato deriva dal fatto che [**oggi le aziende di successo prendono le decisioni in maniera data driven, ovvero guidate dai dati.**](https://giuseppenoschese.com/cose-lapproccio-data-driven-e-come-fa-crescere-il-tuo-business-online/)

## Liberato Strazzullo: dagli studi all’approccio data driven

Ho chiesto a [**Liberato Strazzullo**](https://www.linkedin.com/in/liberato-strazzullo/) della sua storia, come faccio sempre in questo mio format di Cultura Digitale. Dopo aver frequentato il **liceo scientifico** ed essersi **laureato in informatica** all’università ha subito cominciato a lavorare in una **classica software house agency** che si occupa di sviluppo siti.

Qui il suo compito era la **gestione front-end**.

Solo successivamente è passato a un’azienda che cercava una persona capace di **gestire e realizzare ecommerce** dal lato tecnico.

Negli anni, mi ha raccontato, ha sentito **nascere dentro di lui la necessità di provare qualcosa di nuovo** e, visto che il CEO dell’azienda per cui lavorava è sempre stato aperto alle novità e alle sperimentazioni, **ha deciso di avanzare la sua proposta**.

Era il **6 giugno 2016**, alla fine di una riunione, Liberato aveva in mano una manciata di fogli con **la prima bozza del progetto IEM**. Arrivato il suo turno fa la presentazione del progetto nella maniera più classica possibile e lascia i fogli in mano al CEO che, dopo averli letti, alza la testa e gli dice “_Ok, questa cosa si deve fare_”.

Liberato mi ha confessato di **ricordare perfettamente le parole** usate dal CEO che hanno dato vita alla startup che l’ha portato fino da me, nel mio format di Cultura Digitale, che oggi si chiama **IEM S.r.l.**.

### Tutto è nato dal sentire che “_mancava qualcosa_”

[**IEM**](https://www.iem-explore.com/)è la soluzione capace di aiutare l’azienda e chi deve leggerne i dati a prendere una decisione.

Alla riunione, continua a raccontarmi Liberato Strazzullo, c’era chi si **occupava di Ads**, chi di **store management**, chi di **magazzino** ecc.. però “_mancava qualcosa_”.

A mancare era **un sistema che permettesse a ciascun referente di reparto di avere tutte le informazioni sotto controllo subito**.

Ogni giorno **prendeva appunti su ciò che potesse essere utile** ascoltando le lamentele e le problematiche che si creavano durante la comunicazione fra i vari reparti. **Appunti che sono diventati il progetto di IEM**.

## La cultura del dato nelle aziende con progetti ecommerce e non

Nelle **aziende esiste una sensibilità al dato** ma con un **approccio sbagliato**.

I vari referenti dei singoli reparti hanno sempre sotto mano i loro dati e, in base anche a quelli, prendono le decisioni.

Purtroppo però **il loro ragionamento è a compartimenti stagni**, mi racconta Liberato in base alle sue esperienze professionali. **Ogni referente guarda solo i dati del proprio ambito** senza comprendere le dinamiche collettive di un’azienda che però è costituita dall’insieme dei vari reparti.

In questo modo i referenti non comunicano tra di loro e non si coordinano, creando quello che si può definire un **disallineamento della strategia** la cui conseguenza più logica è la classica **lamentela sul calo delle prestazioni**.

Il lavoro con IEM S.r.l. non è solo quello di fornire un’**analisi dei dati più completa**. Infatti Liberato mi racconta che con la startup hanno fatto anche un’**azione di evangelizzazione** con lo scopo di far comprendere alle aziende l’**interesse che devono avere verso il dato** **ma non come isolato ed estemporaneo**, bensì come **concetto di KPI**(**Key Performance Indicator**) e di **metrica**.

Leggi anche [**KPI ecommerce: cosa sono e perchè è utile monitorarli**](https://www.giuseppenoschese.com/kpi-ecommerce-cosa-sono-e-perche-e-utile-monitorarli/)

### Che cos’è l’approccio data driven?

Nelle aziende, fino a qualche anno fa, **vigeva il concetto di “vendere a sensazione”**.

Liberato Strazzullo mi ha anche raccontato che ogni volta che un cliente gli propone qualcosa tende a rispondere con una domanda semplice: “_Perché?_”.

Dal silenzio solitamente ottenuto in risposta nasce l’esigenza all’**educazione della cultura del dato**.

L’**approccio data driven** è la tendenza di un’azienda a prendere decisioni strategiche in funzione dell’analisi dei dati. Per farlo **è necessario avere accanto un professionista che possa supportarne l’interpretazione**.

È così che Liberato e la sua azienda hanno cominciato a **suggerire i brief di gruppo**, o almeno **One-to-Two**.

Solo così le aziende sono riuscite a comprendere che **il successo o l’insuccesso di una strategia** dipende dalle decisioni prese in seguita a un’analisi dei dati che deve essere condivisa e monitorata da tutti i reparti.

### Le figure professionali in un’azienda data driven

Per rispondere alla mia domanda su quali fossero **le figure professionali indispensabili in un’azienda data driven**, Strazzullo parte dal **presupposto che ciascun referente di reparto conosca i KPI di settore**.

Per avere un approccio data driven reale, in azienda **serve qualcuno capace di monitorare le metriche**, **comprenderle** e **interpretarle**. Questa figura professionale prende il nome di **Data Analyst**.

Però diviene fondamentale, mi spiega ancora Strazzullo, che al Data Analyst **sia affiancato un** **responsabile di reparto competente** **che lo aiuti a identificare KPI e metriche di riferimento** più corretti. Questo perché un Data Analyst non può conoscere in maniera approfondita tutte le procedure di ogni reparto.

Solo dopo aver stabilito i KPI e avviato il monitoraggio delle metriche verticali per ciascun reparto con un Data Analyst l’azienda **può definirsi data driven**.

## La nascita di IEM

**IEM**nasce dalla **necessità di avere per ogni cliente tutte le informazioni all’interno di un unico accesso**.

Questa necessità si palesa nel momento in cui il referente di progetto viene chiamato da **un cliente che si lamenta delle prestazioni dopo aver mal interpretato un dato**. È una sorta di “difesa” del referente di progetto che può, in qualsiasi momento, **accedere ai dati per confrontarsi in maniera costruttiva** con il cliente.

È solo così che **si possono pianificare le strategie migliori**.

L’obiettivo di IEM è anche di **ridurre al minimo il tempo**necessario al reperimento delle informazioni, così da poterne dedicare di più alla costruzione della strategia. Inoltre, in questo modo si evita anche l’**overbooking dei dati**.

Liberato aggiunge poi che **è ovvio che IEM è un DMP** (**Data Management Platform**) che serve per aggregare, monitorare e analizzare i dati. Ma la startup parte sempre da **un presupposto molto semplice**: se esiste un canale nel modello di business che entra in gioco, **deve essere monitorato a qualunque costo**.

Questo è un **approccio data driven**.

Infatti, se un’azienda data driven ha più canali di vendita, avrà anche più sorgenti di dati. **Aggregarli e monitorarli in maniera semplice e veloce** **fornisce un grande potere decisionale**. Senza parlare dell’enorme risparmio di tempo e risorse!

Però è anche **necessario saper leggere e interpretare i dati nella maniera corretta**.

Ecco perché IEM **non è un semplice DMP**.

Liberato mi spiega che spesso, grazie alla loro esperienza, **possono fornire anche consigli mirati** ai clienti chiedendo di monitorare i dati di tutti i canali.

### IEM e l’approccio data driven servono solo per le aziende già strutturate online?

Per un **ecommerce operativo da qualche anno**, dopo l’attivazione del programma, **IEM può lavorare a ritroso**, raccogliendo i dati per ogni sorgente.

In questo modo si è in grado di monitorare **tutto ciò che è stato fatto**, nel bene e nel male. Inoltre l’azienda può rendersi conto di **quali prodotti**,**e in quale forma proposta**,**hanno funzionato meglio**, o peggio.

Un approccio data driven su un ecommerce già attivo da qualche anno serve anche per **comprendere come migliorare le vendite** e quali bundle realizzare.

Per un **ecommerce in startup** invece, IEM diventa essenziale per **comprendere e monitorare in diretta l’andamento degli investimenti**.

Il **monitoraggio avviene con un aggiornamento di 24h**, per cui le eventuali perdite sono ridotte al minimo, mi spiega Strazzullo con evidente passione.

Così, l’ecommerce in startup può **cominciare a pianificare i primi 7 giorni**, per poi passare alla pianificazione dei successivi 15 e così via, fino alla struttura di una strategia più lunga.

Tra gli esperti del settore, mi racconta Strazzullo, questo tipo di servizio si chiama “**analisi a braccetto**” perché **segue lo sviluppo del business passo dopo passo**.

#### Il dato è tratto

Liberato Strazzullo è **attivo anche dal punto di vista della formazione** e della cultura digitale del dato.

Il suo format si chiama “[**Il dato è tratto**](https://youtu.be/nnMknV1OxC8)”, una citazione rielaborata **per spiegare quanto la cultura del dato sia importante**.

Un dato, infatti, mi racconta Liberato, è in grado di dirti “**se è troppo tardi**” (ma almeno te ne rendi conto e non fai altri danni).

L’obiettivo de _Il dato è tratto_ è quello di  **inculcare la cultura del dato**.

#### La domanda di rito finale

Alla mia domanda di rito “qual è il tool a cui non rinunceresti?” Strazzullo risponde con profondità:  “**_La fantasia e la curiosità sono gli strumenti a cui non rinuncerei mai_**”.

La **voglia di sperimentare**, di **non fermarsi a un traguardo raggiunto** considerandolo invece un nuovo punto di partenza sono le caratteristiche di chiunque voglia fare un lavoro nel mondo digitale secondo Liberato.

https://youtube.com/watch?v=lt5QxMPii7E%3Fcontrols%3D0

##### La sorpresa finale che mi ha fatto Liberato Strazzullo

Liberato mi ha voluto salutare con una citazione che mi ha **fatto commuovere**: “_L’ecommerce è la tipologia di progetto digitale che più amo perché è multidisciplinare e coinvolge diverse materie: dall’ottimizzazione dei contenuti alle campagne a pagamento, dall’automatizzazione dei processi all’analisi dei dati_”.

Questa è una citazione del [**mio libro “E-commerce start-up”, lo trovi qui se vuoi scaricarne un‘anteprima.**](https://www.giuseppenoschese.com/e-commerce-startup/)

Devo confessare che non me l’aspettavo e che non è stata una scelta preparata e per questo, oltre che **per la grande disponibilità e per la preparazione**, **ringrazio ancora di cuore Liberato Strazzullo**.

## Topics

- [Strumenti](https://news.culturadigitale.live/strumenti/)
- [analisi](https://news.culturadigitale.live/tag/analisi/)
- [business intelligence](https://news.culturadigitale.live/tag/business-intelligence/)
- [strategia](https://news.culturadigitale.live/tag/strategia/)
- [strumenti](https://news.culturadigitale.live/tag/strumenti/)
- [vendita online](https://news.culturadigitale.live/tag/vendita-online/)
