---
title: "5 domande a Fabio Antichi: alla scoperta di Google Ads"
url: "https://news.culturadigitale.live/5-domande-a-fabio-antichi-alla-scoperta-di-google-ads/"
type: post
date: "2022-01-29T15:00:00+02:00"
modified: "2023-11-28T13:23:47+02:00"
id: 723
slug: 5-domande-a-fabio-antichi-alla-scoperta-di-google-ads
---

# 5 domande a Fabio Antichi: alla scoperta di Google Ads

![5 domande a Fabio Antichi: alla scoperta di Google Ads](https://news.culturadigitale.live/wp-content/uploads/2022/01/fabio-antichi-articolo.jpg)

Parlare di **Google Ads** all’interno di un programma come **Cultura Digitale** è quasi d’obbligo.

Le **campagne Google a pagamento** che le aziende possono usare per raggiungere una platea di clienti sempre maggiore rappresentano uno degli argomenti più importanti, così ne ho parlato con **Fabio Antichi** nel mio format video “**5 domande a**”.

Le campagne di Google Ads sono utili sia alle piccole aziende che a quelle più strutturate, ma soprattutto **per chi fa ecommerce** **e vende online**.

## La storia di come si passa dai motori a Google Ads

**Fabio Antichi**, con un grande sorriso, inizia a raccontarmi che dopo il diploma si è iscritto a **Ingegneria Meccanica**, dove però **non ha ottenuto grandi risultati**.

Ci tengo a sottolineare che lo ha ammesso senza il minimo imbarazzo, come a confermare che **va bene anche non essere sempre perfetti**. _Perché è così._

Abbandonati gli studi di Ingegneria Meccanica, **inizia a lavorare in una fabbrica di ascensori** dove cresce di **ruolo** ma resta un lavoro faticoso e, racconta, avrebbe preferito di gran lunga un lavoro meno stancante.

È questo il **periodo in cui si****comincia a parlare di SEO**. Fabio ricorda che fu **suo padre, programmatore, a suggerirgli di studiarla.**

“_Con un padre programmatore, il mio primo sito ce l’avevo a 14 anni_. _La mia tesina di terza media la feci proprio sul mio primo sito, ma senza internet ho dovuto portarla su CD_” racconta Fabio.

Cavalcando l’onda del suggerimento arrivato dal padre, **Fabio inizia ad acquistare alcuni siti** per applicare ciò che studiava in merito alla SEO dal materiale disponibile gratuitamente online.

“_Non avevo il budget per comprare un corso e questo è stato un bene e un male allo stesso tempo_” mi ha confessato con il sorriso.

Secondo Fabio Antichi, il **non aver frequentato corsi accademici è stato un vantaggio** per alcuni versi perché **gli ha permesso di trovare una “sua strada”** ed **è stato uno svantaggio** perché gli è costato **non pochi errori** lungo il cammino.

Dopo aver fatto esperienza arriva il punto in cui Fabio entra **nell’azienda del padre**. Eppure, di lì a poco viene contattato da una **agenzia di Pisa** che era alla ricerca di un **Google Ads Specialist**, occasione che lui non si è lasciato sfuggire e che ha rappresentato **il suo ingresso nel mondo delle campagne a pagamento di Google**.

### La relazione tra SEO e Google Ads

Ho chiesto a Fabio Antichi se il suo **aver cominciato dal mondo della SEO gli avesse fornito uno sprint in più** nel suo lavoro come Google Ads Specialist.

La sua risposta è stata molto chiara e sincera: “_Enormemente sì!_”.

Ha anche spiegato che secondo lui **il vantaggio è stato addirittura doppio**perché:

- **Alcuni tipi di campagne Google sono letteralmente un’estensione della SEO**.  
Da questo ne deriva che se la SEO del sito che è soggetto della campagna non è di buona qualità, neanche la campagna stessa potrà esserlo.
- **I principi SEO che ti permettono di ragionare sulla SERP valgono anche per le campagne di Google Ads**.  
Il modo migliore di far girare una campagna di Google Ads è quello di farla collaborare con la SEO e, per farlo, è necessario capire cosa il collega **SEO Specialist** può fare per noi Google Ads Specialist e viceversa.  
Fabio mi ha anche spiegato inoltre che **è necessario che ci sia un po’ di interscambio di know-how**.

Leggi il mio articolo [**Ricerca parole chiave: come farla per una strategia SEO da veri pro**](https://www.giuseppenoschese.com/ricerca-parole-chiave-come-farla-per-una-strategia-seo-da-veri-pro/)

#### Il problema della relazione tra SEO e Google Ads

Il **classico problema** secondo Fabio Antichi è quello di riuscire a **non farsi concorrenza da soli**.

Mi ha anche aggiunto che oggi è un problema meno sentito rispetto al passato, ma è comunque bene accennarlo.

Fino a qualche anno fa **molte SERP – Search Engine Result Page, erano prive di Adv**. In quel contesto **fare Adv sarebbe stato inutile**. Lo stesso accade oggi anche se di SERP prive di annunci pubblicitari a pagamento ce ne sono davvero poche.

La **soluzione al problema potrebbe essere quella di porsi la domanda**: “_Quanto ha senso presidiare un termine di ricerca con campagne a pagamento quando posso intercettarlo organicamente? Comprare quella posizione in più paga o no?_”.

La risposta però **potrebbe non essere sempre semplice**.

### Le campagne di Google Ads: uno strumento esclusivo per chi è online?

Secondo Fabio Antichi, **il bene e il male** delle campagne a pagamento di Google è ormai sono diventate uno **strumento capace di supportare qualsiasi tipo di attività**. Però, in questo modo è anche vero che chiunque è costretto a utilizzarlo.

Il motivo sembrerebbe essere semplice: **se non usi le Google Ads, è facile che le usi il tuo competitor diretto**.

Nell’ottica di diventare indispensabile per chiunque, **Google si è evoluto tantissimo** negli anni. Un ottimo esempio a riguardo lo cita Fabio parlando del **nuovo strumento per i negozi fisici**ancora poco inflazionato.

Google è in grado di **tracciare chi è entrato nel negozio**, con meno precisione è in grado di **stabilire se quella fosse la sua prima visita o meno** ma **non è in grado di tracciare gli ipotetici acquisti** avvenuti all’interno.

Invece, per **ciò che riguarda gli ecommerce**, **le campagne a pagamento di Google rappresentano una vera e propria epifania**.

Fabio commenta le campagne shopping di Google così: “_Oggi avrei**difficoltà a immaginare un ecommerce che non fa le Google Ads.** In alcune nicchie molto piccole può anche avere senso ma si tratta per lo più di eccezioni. Anche perché Google Ads serve anche per tutto ciò che riguarda l’acquisizione contatti_”.

#### Il classico da 0 a 6 e da 6 a 10

Sempre parlando di Google Ads, Fabio mi ha raccontato di quanto sia diventato **sempre più facile iniziare a lavorare online**.

Accedere e iniziare a lavorare online è diventata **una questione di pochi click**, però crescere e sviluppare un business che possa resistere nel tempo è un lavoro molto più complesso. **Il classico lavoro facile da 0 a 6 e molto più difficile da 6 a 10**.

Fino a poco tempo fa, commenta, era sufficiente aprire **Google Analytics** per trovare la **Query** della **Search** **Console associata all’utente**. Questo ti permetteva di **conoscere il tasso di conversione di una specifica Query** e così potevi **decidere se presidiarla organicamente o meno**.

Al giorno d’oggi, Google Ads è diventato più “_misterioso_”, per usare lo stesso termine usato da Fabio, e la maggior parte del lavoro di analisi lo fa l’**intelligenza artificiale**.

La **nuova difficoltà**, infatti, è **riuscire a capire a fondo come ragiona l’algoritmo** di intelligenza artificiale per poterlo influenzare al meglio.

**Non esiste più il controllo diretto e Fabio lo spiega con un esempio bellissimo: “_Se prima avevamo le redini del cavallo, oggi dobbiamo fargli venir voglia di andare dove dobbiamo andare_”.**

### La grande battaglia: campagne Google vs. campagne social

Ho chiesto a Fabio quando le Google Ads rappresentano la scelta migliore rispetto alle campagne social e mi ha confessato che questa domanda l’ha un po’ **sorpreso**.

Questo perché, come ha detto lui stesso, **ognuno interpreta il mondo a modo suo e con il suo personale punto di vista**.

La prima reazione di Fabio, infatti, è stata quella di **proporre una ricerca per scoprire le differenze di budget investite nelle due forme di campagne pubblicitarie a pagamento**.

“_Penso che tutti gli strumenti debbano collaborare per raggiungere il 110% dei risultati. Ma mi rendo conto che non è così nel mondo reale perché non è sempre possibile_”, dice Fabio.

Ha continuato spiegandomi che nel mondo reale, quando diventa necessario fare una scelta fra le due strade pubblicitarie, **la risposta dipende tanto da cosa si sta andando a pubblicizzare e dagli obiettivi**.

Infatti, continua Fabio, per quanto **Google si stia impegnando a diventare sempre più un social network**, vedi ad esempio _YouTube_ o la parte _Discovery_, e per quanto i **social network si stiano impegnando a diventare sempre più generatori di vendita**, vedi ad esempio le integrazioni con gli ecommerce o i tracciamenti, i **social rimarranno sempre più** **TOFU**(**Top Of the Funnel**) e **Google rimarrà sempre legato alla ricerca diretta**.

## Una grande lezione di marketing di Fabio Antichi

Da questa riflessione Fabio ha regalato una prima **grande lezione di marketing**.

La domanda da porsi nel momento della scelta fra le due strade pubblicitarie è: “_Il mio business di cosa ha bisogno?_”. Perché **è questa la discriminante** che permette di compiere la scelta corretta fra Google Ads e campagne social.

Se, ad esempio, è necessario **vendere un prodotto che ha scarsa marginalità**, Google Ads è efficientissimo perché il suo algoritmo permette di intercettare proprio l’utente che sta cercando quel tipo di prodotto e, **con una proposta economica competitiva è più facile concludere la vendita**.

Se però il business ha **bisogno di instaurare una relazione empatica con il cliente**, i social sono la scelta migliore. In questo modo, aggiunge Fabio, è anche più facile “vincere la vendita” senza bisogno di partecipare alla gara di “chi fa lo sconto più alto”.

Questo perché **un cliente che conosce il business non acquista per il vantaggio di prezzo** ma perché comprende a fondo il servizio di vendita o la qualità del prodotto.

La prima strada, quella delle Google Ads, è perfetta per “_accendere il motore e cominciare a scaldarlo_”, così da **iniziare a fare i primi fatturati**. La seconda strada, quella delle campagne social, invece è quella che **permette di costruire un futuro stabile** che non ci porti a dover sempre vincere la gara del ribasso.

Ma **la vera lezione di marketing di Fabio Antichi comincia proprio qui**: “_È necessario riuscire a non dipendere da una sola fonte di traffico_”.

Non serve aggrapparsi a un’ancóra sola ma **è sempre meglio differenziarsi**.

**Può andar bene partire scegliendo una sola strada**, però poi è necessario aprirsi tutte le porte possibili.

Anche perché tutti questi canali digitali, aggiunge, **sono estremamente dinamici**.

E qui torna una caratteristica che ha **sia aspetti positivi che aspetti negativi**:

- La grande dinamicità implica che **non esistano canali di marketing che siano dei veri e propri mostri sacri**.  
E questo è l’aspetto positivo perché vuol dire che con**la nascita di un nuovo canale pubblicitario**, che può essere **una nuova funzione di Google Ads** come **un nuovo social media**, nasce anche **la possibilità per ogni business di piazzarsi per primo**.  
Il che poi si traduce in maggiori vendite e maggior fatturato, ovviamente.
- L’aspetto negativo però è che quanto appena detto significa anche che **nessun business che oggi è il primo della sua categoria** ha la certezza di restarci a lungo.  
Chiunque rischia di crollare.

Oggi, mi racconta Fabio, ci sono **molte persone che si sono buttate sugli ecommerce pensando che siano la risposta**, un business con cui sbancare. Infatti sono stati sviluppati **diverse piattaforme che permettono di creare un ecommerce in poco tempo**.

Leggi anche [**Lista Marketplace: i migliori siti per vendere online**](https://www.giuseppenoschese.com/lista-marketplace-i-migliori-siti-per-vendere-online/)

Ma questo **non è sufficiente**, serve compiere un passo ulteriore. Anzi, due:

- **Il mezzo tecnico**
- **Il perché**

### Prima considerazione sugli ecommerce: il mezzo tecnico

Il **mezzo tecnico**, a sua volta può essere suddiviso in altre due situazioni, secondo Fabio, che sono molto comuni e altrettanto pericolose per i business impreparati. Queste sono:

- Situazioni in cui **Google Adv è attivo da tempo** ma la preparazione di chi struttura le campagne non è sufficiente.È il tipico caso di chi ha fatto Google Adv a livelli molto basici e ha sempre avuto un ritorno sufficiente. Prima o poi, queste persone **andranno incontro a un peggioramento delle prestazioni** delle campagne. Questo dipende dal fatto che oggi l’**intelligenza artificiale del machine learning necessita dei tracciamenti** e se non sono mai stati fatti perché ci si è sempre basati sulle **keywords**, le prestazioni ne risentiranno.
- Situazioni in cui **Google Adv è attivo da tempo** ma le prestazioni di chi struttura le campagne è appena sufficiente.

È il tipico caso di chi ha fatto Google Adv con i tracciamenti ma ha **dimenticato di escludere i referral**. In questa situazione si riescono a ottenere i dati di tracciamento del traffico ma non si riesce a definirne l’origine.

Ecco perché diviene **indispensabile prendere seriamente i progetti di ecommerce** e affidarsi a **professionisti capaci e competenti**. Google Adv può premiare molto bene ma non deve essere sottovalutato, mi spiega Fabio.

### Seconda considerazione sugli ecommerce: il perché

In base all’esperienza di Fabio, anche **il perché** viene spesso sottovalutato nell’apertura degli ecommerce.

Chi decide di avviare un business online deve saper rispondere a una semplice domanda: **“_Perché dovrei comprare proprio questo prodotto/servizio?_”**.

Se un imprenditore non sa rispondere a questa domanda, **è facile che il suo progetto fallisca**.

L’**imprenditore deve aver chiaro** a chi si rivolge e quale tipo di proposta sta facendo.

Approfondisci questo aspetto nel mio articolo [**La value proposition ecommerce: renditi unico e fatti scegliere**](https://www.giuseppenoschese.com/la-value-proposition-ecommerce-renditi-unico-e-fatti-scegliere/)

### Il futuro di Google Ads: l’accessibilità sempre maggiore

Un ottimo esempio che Fabio mi ha fatto in merito all’**accessibilità sempre maggiore alle Google Adv** è la nuova **campagna shopping**.

Mi ha raccontato che **per far partire una campagna shopping standard bastano 10 click**.

Ma **per farne partire una intelligente ne servono 20**, ha aggiunto per sottolineare ancora una volta il concetto già citato dello “_da 0 a 6 e da 6 a 10_”.

L’**accessibilità è sempre maggiore solo in apparenza**.

#### L’aneddoto di Fabio Antichi

A questo punto della mia intervista nel Fabio Antichi mi ha raccontato un aneddoto molto interessante che ti riporto: “_È un po’ come quella vecchia storia in cui un signore chiama un tecnico per un guasto all’impianto. Il tecnico arriva, stringe una vite e chiede il compenso di 1.000.000,00€._

_“Ma come 1.000.000,00€ per una vite?” chiede indispettito il signore._

_“Ha ragione sa?” risponde il tecnico. Ci pensa un attimo e aggiunge: “1,00€ per la vite e 999.999,00€ per sapere quale”_.

Un aneddoto che ho **trovato calzante**! Perché, continua a spiegarmi Fabio, la vera difficoltà con questi strumenti tecnici non è tanto l’avvio. _“Google stesso fornisce una guida per qualsiasi pulsante esista in rete”_ ha aggiunto.

**La difficoltà sta nel trovare la _“chiave di volta_” per riuscire a gestire l’algoritmo ed educare l’intelligenza artificiale.**

#### Il consiglio di Fabio Antichi sulle Google Adv

Esistono **moltissime problematiche che possono insorgere facendo campagne a pagamento con Google** e Fabio ne ha citate alcune:

- _Campagne che generano tanti lead ma di bassa qualità_
- _Campagne che generano lead di qualità ma numericamente troppo pochi_
- _La fine dell’utilizzo dei cookie di terza parte_

Il **consiglio di Fabio Antichi a riguardo**è proprio quello di **non copiare ciò che fanno i competitors**.

_“Non si può vincere la partita contro chi la sta giocando da più tempo nello stesso campo, è necessario spostare la partita su un campo nuovo”._

Ma, aggiunge Fabio, è necessario **ricordare che sono tanti gli aspetti da mettere nel pentolone**.

## Un’altra grande lezione di marketing di Fabio Antichi

A questo punto **mi è sorta spontanea una domanda** che avrei potuto rivolgere solo a Fabio Antichi in un contesto come quello di Cultura Digitale.

“_Secondo te, in futuro farà tutto l’algoritmo e le campagne saranno sempre più accessibili?_” gli ho chiesto.

Questa è stata **la prima domanda a cui Fabio non ha sorriso immediatamente**. Ma ha comunque risposto con fermezza e convinzione: “_Secondo me no, non credo. Diventerebbe un mercato auto-annullante_”.

Infatti, Fabio spiega che se ogni campagna fosse gestita sempre e solo dall’algoritmo, allora **ogni campagna realizzerebbe gli stessi risultati** e, se tutti avessero gli stessi risultati **non ci sarebbe competizione**. Il che si traduce nella morte totale del mercato.

Inoltre, ha fatto anche una interessantissima osservazione: “_È anche nell’interesse di Google stesso che l’azienda abbia margini di miglioramento perché solo così sarebbe disposta a spendere di più_”. E, **se l’intera campagna fosse gestita solo da un algoritmo non ci sarebbero margini di miglioramento**.

L’obiettivo di chi struttura questi algoritmi però è molto semplice, secondo Fabio, ed è **quello di prendere tutti**. E, per prendere ogni genere di cliente, **entrare nel mondo delle campagne a pagamento deve essere semplice**.

Il **processo sintetizzato da Fabio**è così riassumibile:

- **Si inizia a fare campagne** a pagamento facilmente e a titolo gratuito o quasi
- **Si riceve un coupon** per continuare
- **Si ottengono alcuni risultati**
- **Nasce l’amore**

E con “_nasce l’amore_”, Fabio intende che **si inizia ad apprezzare l’investimento economico e si inizia a desiderare di guadagnare di più**, che però **è possibile solo spendendo di più in termini di budget pubblicitario**. Perché questo è il solo modo di **aumentare il delta di prestazione**.

E l’unico modo per farlo è quello di **rivolgersi a un consulente** o di diventarlo direttamente.

Ma, nel frattempo, anche i competitors diretti di tutto il mondo avranno cominciato a fare campagne pubblicitarie a pagamento ed è qui che **nasce il business della pubblicità digitale**: **non è più possibile farne a meno**.

#### La domanda di rito finale: lo strumento imprescindibile per Fabio Antichi

Ho fatto a Fabio la domanda che faccio alla fine di ogni intervista in questo format video “5 domande a”: _qual è lo strumento di cui proprio non potresti fare a meno_?

Fabio mi ha guardato, ha sollevato le spalle e sorridendo mi ha risposto “**_Analytics_**” deciso.

Fabio Antichi è un uomo molto spontaneo e solare oltre che preparatissimo e competente. È stato davvero un piacere per me intervistarlo e ci tengo a ringraziarlo ancora una volta!

## Topics

- [Interviste](https://news.culturadigitale.live/interviste/)
- [business](https://news.culturadigitale.live/tag/business/)
- [definizioni marketing](https://news.culturadigitale.live/tag/definizioni-marketing/)
- [google ads](https://news.culturadigitale.live/tag/google-ads/)
- [google analytics](https://news.culturadigitale.live/tag/google-analytics/)
- [google shopping](https://news.culturadigitale.live/tag/google-shopping/)
- [SEO](https://news.culturadigitale.live/tag/seo/)
- [strategia](https://news.culturadigitale.live/tag/strategia/)
- [strumenti](https://news.culturadigitale.live/tag/strumenti/)
